Ercole e Anteo
Il movimento selvaggio che scocca dagli insistiti profili di un'anatomia secca, metallica, perfino esageratamente precisa, si definisce, in ultima analisi, in una calibrata euritmia da balletto; in cui le simmetrie contrapposte, le sottili rispondenze geometriche della plastica e, più ancora, dei vuoti «frugati» dinamicamente dagli scatti esasperati dei contendenti svelano una calcolatissima meditazione dei modelli antichi, ma più ancora l'avveduta comprensione della infaticata sperimentazione di Donatello.
Bruno Balestrini (fotografia), «Ercole e Anteo», opera di Pollajolo Antonio, Scultura Rinascimentale, Firenze, Museo Nazionale del Bargello. Archivio fotografico Bruno Balestrini, https://brunobalestrini.org/cita/sch00053/. Consultato il [data di consultazione].