Romanico Minore in Italia
Chiese e abbazie romaniche minori in Italia, itinerari regionali tra Lombardia, Veneto e Marche fuori dai grandi circuiti monumentali. 38 opere documentate in questa sezione.
A che scopo, si domanderà qualcuno, dedicare una sezione di THAIS agli edifici romanici minori? L'Italia (o anche l'Europa) non sono forse abbastanza ricche di edifici romanici «maggiori»? La risposta non può che essere affermativa.
Tuttavia, proprio la fama di certi monumenti esemplificativi del Romanico (come S. Ambrogio a Milano, indiscusso caposcuola del romanico lombardo, con il Duomo di Modena e il San Zeno a Verona, o S. Maria di Ripoll per la Spagna, o il S. Michel de Cuxa e l'abbaziale di Cluny, l'abbaziale di Vezelay e le chiese abbaziali di Caen per la Francia o il S. Michele di Hildesheim per quanto rimane di romanico in Germania, per citare solo i più importanti esempi di romanico dell'Europa continentale), fa sì che siano disponibili innumerevoli fonti di informazione, dalle pratiche guide turistiche, a trattati monografici magnificamente illustrati, a siti Internet ricchi, belli ed aggiornati.
Nel nostro girovagare, che ci ha portato a passare al setaccio campagne, paesi e città italiane, abbiamo spesso ammirato anche alcuni edifici romanici marginali, che secondo noi meriterebbero più attenzione. Purtroppo, sia perché essi si trovano al di fuori di più conosciuti circuiti turistici, sia perché spesso per raggiungerli occorre armarsi di pazienza e di bussola, c'è il rischio di trovarsi di fronte a edifici, artisticamente o storicamente ragguardevoli, senza possibilità di accesso. Proprio la mancanza di documentazione e di informazione al pubblico fa sì che tali edifici diventino forzatamente marginali, «sperduti» sia dal punto di vista geografico che culturale.
Per colmare questa lacuna, i nostri viaggi si sono trasformati in una ricerca sistematica sul territorio. All'inizio avevamo solo una macchina fotografica da turisti, e quindi inadeguata, poi sostituita da una fotocamera digitale professionale, a cui si è aggiunto un binocolo per l'osservazione ravvicinata dei dettagli architettonici e un registratore per riportare la descrizione dell'edificio che avremmo poi trascritto.
Quello che ci spinge, ora, a mostrare il materiale che abbiamo raccolto è il tentativo di uniformare le informazioni disponibili per cercare di ottenerne un condensato che possa descrivere ciò che di ROMANICO è rimasto visibile dei vari monumenti minori presi in esame.
Ci sembra doveroso puntualizzare il senso qui attribuito alla definizione «monumenti minori», che intendiamo riferibile alla maggioranza delle edificazioni ecclesiastiche d'epoca romanica e pre-romanica non caratterizzate da assetti costruttivi monumentali ma che, a volte, ne rappresentano un riflesso architettonico e altre volte potrebbero esserne addirittura i prototipi.
Nelle nostre intenzioni, alle prime descrizioni, che saranno disponibili in queste pagine per Gennaio 2005, ne dovrebbero seguire altre che, nel tempo, vorremmo costituissero dei piccoli «itinerari romanici» in varie regioni d'Italia. Naturalmente siamo più che disposti ad accogliere suggerimenti e precisazioni sugli argomenti trattati.
Testi e foto di Ruggero Forti e Denise Zanini
immagineRomanico Minore