Centauromachia
Altro esempio di come il giovane Michelangelo risalisse, dagli esempi di Bertoldo, ad una interpretazione nuovamente problematica del repertorio classico assunto, senza schemi e parametri culturali, a stimolo di nuove e «attuali» invenzioni fantastiche. Infatti non ripete con varianti e aggiustamenti compositivi, in senso di erudizione umanistica, i motivi formali e iconografici dei sarcofaghi romani, come aveva fatto il suo maestro Bertoldo, e con lui tutti i prosastici epigoni della scuola donatelliana, ma ne fa spunto per ritrovarne, attraverso le più antiche letture dei Pisano e di Donatello, un significato di simbolo morale; dove già si sente quella tormentosa ansia di inverare interiormente, ogni esperienza formale. È come se la «Battaglia di nudi» del Pollajolo si trasformasse, da ossessiva esibizione dinamica di anatomie, in epica e dolorosa lotta di
Bruno Balestrini (fotografia), «Centauromachia», opera di Michelangelo Buonarroti, Scultura Rinascimentale, Firenze, Casa Buonarroti. Archivio fotografico Bruno Balestrini, https://brunobalestrini.org/cita/sch00063/. Consultato il [data di consultazione].