Bruno BalestriniFotografo
Bruno Balestrini/ Scultura Italiana/ Scultura Rinascimentale/ Crocifisso
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Brunelleschi Filippo

Crocifisso

E' questa la scultura che Brunelleschi avrebbe eseguito, secondo il noto racconto vasariano, per mostrare a Donatello come doveva essere scolpito un Cristo in croce, e che avrebbe fatto escalmare all'amico rivale: «a te è conceduto fare i Cristi, a me i contadin». Risponda o meno a verità l'aneddoto - ma ritengo certa la contemporaneità delle due sculture, in anni intorno al 1415 -, esso illustra comunque con limpida acutezza critica due fondamentali e dialettiche posizioni di poetica e di linguaggio «rinascimentali». Mentre Donatello piega le strutture ritmiche gotiche a far da supporto convenzionale di un nuovo verismo classico, Brunelleschi conduce il cànone di proporzionata bellezza naturalistica di tradizione latina, a esprimere un nuovo accordo di realtà e di idea. Egli recupera, genialmente, la lezione giottesca: il suo «Crocifisso» è infatti la traduzione rinascimentale di quello dipinto da Giotto, alla fine del Duecento, per la stessa chiesa di S. Maria Novella.

Come citare

Bruno Balestrini (fotografia), «Crocifisso», opera di Brunelleschi Filippo, Scultura Rinascimentale, Firenze, Santa Maria Novella. Archivio fotografico Bruno Balestrini, https://brunobalestrini.org/cita/sch00004/. Consultato il [data di consultazione].