Il Convito di Erode
Essendo collocata nel Fonte Battesimale senese accanto ad altre scene a rilievo di Jacopo della Quercia, Ghiberti e Giovanni Turini, quest'opera compiuta tra il 1423 e il 1427, si presta mirabilmente a cogliere la rivoluzionaria innovazione di Donatello nell'interpretare sia i motivi della narrazione naturalistica sia quelli della visione prospettica. Realtà e illuminazione lirica coincidono: lo ambiente complesso e i vari momenti della storia sono colti nell'immediata unità di una visione istantanea; e prospettiva, altorilievo e stiacciato sono piegati, al di là di regole ottiche e geometriche, alle esigenze realistiche di un'impressione simultanea, che é come la traduzione in termini visuali della folgorante intensità emotiva del dramma. Il dramma d'orrore diviene immediatamente dramma della forma» (Luisa Becherucci), e gli elementi iconografici e quelli stilistici si fanno egualmente essenziali, perspicui in una sintetica energia definitoria di un rigore e di una coerenza inusitati.
Bruno Balestrini (fotografia), «Il Convito di Erode», opera di Donatello, Scultura Rinascimentale, Siena, Fonte Battesimale di San Giovanni. Archivio fotografico Bruno Balestrini, https://brunobalestrini.org/cita/sch00094/. Consultato il [data di consultazione].