Rabarbaro
Rheum species
Descrizione
Il rabarbaro è un'erbacea perenne rustica coltivata, e talora naturalizzata, nelle regioni a clima temperato. Il rizoma di questa pianta, dal caratteristico sapore gradevolmente amaro, ha proprietà aromatiche e medicinali: stimola l'appetito e l'attività digestiva e, a dosi più elevate, esercita una funzione purgativa. Il genere comprende diverse specie che possono sviluppare cespi alti da meno di un metro fino a circa tre metri.
Fusto
I grossi gambi rossastri e ricchi di succo hanno le stesse proprietà medicinali delle radici; solitamente si usano in cucina ove servono per la confezione di marmellate o vengono canditi.
Foglie
Le foglie del rabarbaro sono grandi, di colore verde intenso, in certe varietà con sfumature rosse, sono intere o divise in lobi. Alcune varietà di rabarbaro, e in particolare il Rheum palmatum, hanno grande valore ornamentale proprio grazie alle larghe foglie ben disegnate.
Fiori
In estate sulla cima di steli eretti, molto prominenti rispetto alle foglie, si aprono le pannocchie di fiori giallastri, verdastri o rosso vivo.
Esposizione
Sole o mezz'ombra sono le esposizioni predilette da questa pianta: quale sia la più adatta è da valutare in base alla zona climatica in cui avviene la coltivazione.
Riproduzione
Il metodo di riproduzione più diffuso consiste nella divisione dei cespi che si può effettuare in primavera o in autunno. In primavera si può anche procedere alla semina.
Crescita
Quest'erbacea non è esigente, ma teme la siccità, per cui è importante garantire ai cespi innaffiature regolari; inoltre in primavera risulterà gradita una concimazione organica. Le piante di rabarbaro vanno divise circa ogni cinque anni per essere rinnovate e risultare più produttive.
Raccolta
Il momento in cui gli steli sono maturi, hanno cioè raggiunto il massimo sviluppo, è alla fine dell'estate.
Conservazione
Le radici, ridotte in pezzi, si fanno essiccare. Gli steli si candiscono o si cuociono per fare composte e marmellate.
Proprietà
IN CUCINA: Qualche gambo di rabarbaro aggiunto alle fragole con cui si prepara la marmellata ne esalta decisamente il sapore che tenderebbe a risultare troppo dolce. NELL'ORTO: Interrando alcuni pezzi di rabarbaro nel terreno in cui sono state seminate verze e cavoli si allontana un parassita, chiamato Plasmodiophora brassicae, responsabile dell'ernia del cavolo, malattia che porta al deperimento delle piante.
Bellezza
Chi desidera dare riflessi color tiziano, cioè ramati, ai capelli senza ricorrere alle tinture, può provare a far macerare nel vino bianco alcuni pezzi di rabarbaro sia freschi che essiccati. Dopo una settimana di macerazione la lozione ottenuta, ben filtrata, andrà passata sui capelli alla fine di ogni lavaggio.
Salute
Per ottenere un infuso benefico per il fegato è necessario porre 100 grammi di acqua bollente su 6 grammi di gambi e radici di rabarbaro essiccati e polverizzati e su 2 di bicarbonato di sodio. Dopo aver ben agitato l'infuso lo si lascia raffreddare, lo si filtra e si aggiunge acqua fredda fino ad avere un litro di liquido. Due cucchiai da tavola di questo infuso, assunti prima dei pasti, combattono l'inappetenza e aiutano il fegato.
Curiosità
Il rabarbaro è pianta antica, pare venisse coltivato in Asia già 2700 anni prima della nascita di Cristo. Ai Greci, che ne facevano grande uso per le sue virtù medicinali, dobbiamo il nome attuale: essi infatti al sostantivo "ra", che indicava in greco quest'erbacea, aggiunsero l'aggettivo "barbaron" in riferimento al fatto che veniva coltivata in terre barbare.