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Bruno Balestrini/ Entomologia/ Mostra — Pannelli didattici/ Introduzione
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Introduzione

Tutto ciò che appare diverso, suscita generalmente diffidenza; quando poi si aggiungono credenze errate, superstizioni, luoghi comuni, il passo verso la paura è breve. Gli Insetti costituiscono un ottimo esempio di questo tipo di comportamento umano. Alcuni sono parassiti e possono anche trasmettere pericolose malattie, altri risultano repellenti, a causa degli ambienti frequentati e delle loro modalità di vita. Si tratta però di un'esigua minoranza che non giustifica minimamente la reazione di ribrezzo o di paura che in molte persone si verifica al solo sentire la parola «Insetto». Quelli giudicati repellenti sono gli «spazzini» o i «necrofori» della Natura e svolgono un'azione preziosa anche per l'uomo stesso. Ci si dimentica troppo spesso che l'Ape è un insetto che ci dà il miele e la cera, che il «Baco da seta» è un'altro insetto, che molti insetti sono impollinatori e favoriscono la fruttificazione delle piante, ecc. Solo una migliore conoscenza può permettere il superamento di queste credenze errate e per fortuna questi animali sono talmente prolifici e numerosi, da permettere la raccolta senza danni per la conservazione della specie. Naturalmente vanno evitate le inutili stragi ed i campionamenti devono essere limitati allo scopo che ci si prefigge.

Se è il lato estetico che prevale, è sufficiente una coppia per specie; se è lo studio, il quantitativo sarà proporzionale alle necessità di indagine. L'importante è ricordare che sono innanzi tutto esseri viventi, anche se a vita generalmente breve, e vanno perciò rispettati, perché ogni specie svolge un suo ruolo negli equilibri naturali. Partendo da questi presupposti si può ora passare ad ammirare quanta bellezza e quanta fantasia ha saputo mettere «Madre Natura» in questi suoi figli. Un vecchio libro di entomologia iniziava con questa frase: «Guardando questi esseri tanto piccoli, vedrete cose tanto grandi che vi faranno dimenticare le cose tanto piccole, fatte da esseri molto più grandi».

— Italo Bucciarelli, entomologo