Fontana del Tritone
In tutti gli esempi medioevali e cinquecenteschi delle fontane che avevano adornato le città italiane, era sempre stata costante la netta separazione, quando non l'antagonismo, fra la struttura plastico-architettonica e l'elemento fluido, l'acqua. L'arte medioevale gotica aveva insistito sulla preziosità dell'acqua svolgendo il concetto figurativo del recinto di protezione, ne animalibus vel impuris profanetur; il Rinascimento ne esaltò gli aspetti decorativi, in uno stretto rigore disegnativo. Bernini capovolse tali concezioni razionali ed introdusse nella sua invenzione un fattore capriccioso, ma estremamente dinamico: l'integrazione pietra-acqua è assoluta, il supporto figurato, il tritone, è tutt'uno con la cascata d'acqua, panteisticamente annullato in un baluginante fluire di materia.
Bruno Balestrini (fotografia), «Fontana del Tritone», opera di Bernini Gian Lorenzo, Scultura Barocca, Roma, Piazza Barberini, Fontana del Tritone. Archivio fotografico Bruno Balestrini, https://brunobalestrini.org/cita/sch00347/. Consultato il [data di consultazione].