Bruno BalestriniFotografo
Bruno Balestrini/ Scultura Italiana/ Scultura Moderna/ Cane della guerra
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Fabbri Agenore

Cane della guerra

Dalle strutture aspramente petrigne della sua terra (la Toscana senza idilli, del boccone di terra carpito alla montagna) e dagli umori sulfurei e provocatori della sua gente, Agenore Fabbri ha derivato la scabra virulenza del suo linguaggio plastico, fatto d'addensate sovrapposizioni di gangli materici, in viluppi taglienti e puntuti di una consistenza vetrosa, anche quando modella la docile terracotta. Il drammatico realismo che carica di note lancinanti tutte le opere di Fabbri, anche quelle apparentemente improntate alla tecnica informale, trova esca in un'esasperata sensibilità difensiva dell'uomo moderno insidiato da un tecnicismo mostruoso. Eppure, al limite, la pugnace reazione di Fabbri non è vittimistica, supinamente fatalista. Il mostro in cui addensa i suoi tremori sarà anche feticcio catalizzatore.

Come citare

Bruno Balestrini (fotografia), «Cane della guerra», opera di Fabbri Agenore, Scultura Moderna, Milano, Collezione privata. Archivio fotografico Bruno Balestrini, https://brunobalestrini.org/cita/sch00212/. Consultato il [data di consultazione].