Bruno BalestriniFotografo
Bruno Balestrini/ Scultura Italiana/ Scultura Moderna/ Donna che si pettina
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Manzù Giacomo

Donna che si pettina

Se vogliamo, anche la scultura di Manzù potrebbe essere ridotta sotto il segno del naturalismo, ma allora, quale altra ricchezza e quale profondità di rispondenze poetiche avrebbe questo atteggiamento nei confronti del dato obiettivo! La storia vera di Manzù comincia con il '35, dopo un anno di inattività e di profondi ripensamenti (quasi un esilio volontario) nella sua terra bergamasca, quando annullava il lungo lavorio culturale degli anni precedenti. Lasciava perdere ogni arcaismo egizio, etrusco, romanico, e si poneva con franca consapevolezza nel filone più fecondo della tradizione plastica immediatamente precedente. Medardo Rosso fu certo il più efficace catalizzatore della sua sensibilità, anche se lo scultore bergamasco avrebbe subito piegato il ritmo della visione ad accenti personali inconfondibili. Già nei bronzi del '35 la fugace fulmineità, la violenza attimale delle immagini rossiane s'è rassodata in una sensibilità malinconica e chiusa, in vibrazioni più interiori.

Come citare

Bruno Balestrini (fotografia), «Donna che si pettina», opera di Manzù Giacomo, Scultura Moderna, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna. Archivio fotografico Bruno Balestrini, https://brunobalestrini.org/cita/sch00166/. Consultato il [data di consultazione].